12 febbraio 2015

Venerdì 13 marzo il film "Il Segreto d'Italia" al Cinema Astoria

Si terrà venerdì 13 marzo, alle ore 21.00, presso il Cinema Astoria di Anzio l'attesissima proiezione del film "Il Segreto d'Italia" di Antonello Belluco organizzata dall'Associazione di Promozione Sociale "Sleipnir" al termine della quale si terrà la seconda edizione del Premio "Daniele Lembo".
"Il film - spiega il Dott. Rodolfo Turano, presidente dell'Associzione Sleipnir - racconta di una storia d’amore (la protagonista è Romina Power) ambientata nella campagna veneta nella primavera del 1945, durante la sanguinosa guerra civile che causò la strage di Codevigo di cui ancora oggi si fa fatica a parlare"
"Codevigo - spiega Turano - è paesino della Bassa Padovana dove a partire dal 28 aprile i partigiani della 28esima Brigata Garibaldi, comandati da Arrigo Boldrini detto Bulow, uccisero senza processo e dopo crudeli torture 365 tra uomini e donne della Repubblica Sociale Italiana e civili accusati di simpatie fasciste. L'esecuzioni avvennero in piena notte e i cadaveri gettati nelle acque del fiume di Codevigo o in fosse comuni".
"Un odioso crimine - conclude Turano - di cui si è letto solo nei libri del Senatore missino Giorgio Pisanò e nel libro dell'ex Senatore leghista Antonio Serena I giorni di Caino. Solo Giampaolo Pansa nel Il sangue dei vinti ha avuto il coraggio di rievocare i massacri compiuti dai partigiani dopo il 25 aprile 1945 o la storia dei fascisti uccisi a Codevigo, come la maestra Corinna Doardo, che fu rapata a zero e portata in giro per le vie del paese prima di essere uccisa. La sottoposero a sevizie tali che il medico accertò che solo un orecchio era rimasto intatto, la fucilarono e poi abbandonarono il cadavere nudo nel cimitero".
Per le prevendite è possibile contattare il Sig. Massimo al n. 393 2843038 oppure presso la bigglietteria del Cinema Astoria di Anzio, in via Giacomo Matteotti n. 8.

25 gennaio 2015

BIRMANIA, INAUGURATA LA CLINICA “NETTUNIA” COSTRUITA GRAZIE ALL’IMPEGNO DI SLEIPNIR

E’ stata inaugurata la scorsa settimana a Mu Aye Pu in Myanmar (ex Birmania) la clinica “Nettunia” costruita con i proventi della mostra fotografica “Kawthoolei: scatti in zone di guerra nella Birmania Orientale” di Fabio Polese organizzata da Sleipnir lo scorso dicembre 2013 presso l'Osteria Controcorrente di Pasquale & Chiara in piazza Pia ad Anzio (RM).
"La clinica - spiega il Presidente della Comunità Solidarista Popoli Onlus Franco Nerozzi - serve un ampio bacino di utenza in un’area che era stata invasa dall'esercito birmano nel 2009. Riconquistata dalle forze Karen, la regione necessitava di una nuova struttura, poiché la precedente era stata saccheggiata e poi lasciata andare in rovina".
"Ringraziamo - continua Nerozzi - l’Associazione Sleipnir, il dottor Rodolfo Turano, l’Osteria Controcorrente e tutti gli amici che hanno contribuito all'iniziativa che ha portato alla raccolta dei fondi indispensabili alla realizzazione della clinica. Un ringraziamento anche al reporter Fabio Polese che ha esposto le sue foto sul Popolo Karen nell'ambito della stessa iniziativa".
"Nonostante il difficile momento economico - conclude Nerozzi - la Comunità Solidarista Popoli riesce, grazie al sacrificio e alla generosità di molti amici, a mantenere gli impegni assunti con i Karen e con i Palestinesi. Nel solco degli insegnamenti di Carlo Terracciano".

24 gennaio 2015

Segreto d'Italia: ad Anzio il film sulla strage partigiana di Codevigo

Siamo lieti di annunciare che verrà presto organizzata la proiezione del film "Il Segreto d'Italia" di Antonello Belluco. Il film, tanto atteso quanto boicottato sulla strage partigiana di Codevigo sarà proiettato presso il Cinema Astoria di Anzio nel mese di marzo in occasione della seconda edizione del Premio "Daniele Lembo". 
"Il film di Antonello Belluco - spiega il Dott. Pietro Cappellari - ha subito una lunga e travagliata gestazione, tra divieti e minacce, che hanno sconvolto non solo il normale lavoro di produzione, ma anche messo in serio dubbio la riuscita del progetto. Il tenace regista, tuttavia, ha incredibilmente perseverato ed ha compiuto un vero e proprio miracolo, facendo proprio l’antico detto: “Parlerò anche se l’Inferno stesso si spalancasse per ordinarmi di tacere”. E l’Inferno si era aperto, ordinando di tacere… Tutta l’intellighenzia italiana – quella che si spartisce i soldi pubblici, si intende – è insorta contro quello che era da considerarsi un reato di “lesa maestà”. La fascio-fobia ha di nuovo annebbiato le menti di professori e politici, condannando il progetto cinematografico alla consunzione per mancanza di fondi, minacciando tecnici, comparse e attori che volevano condividere il "percorso belluchiano”.
"Mobilitando amici e le coscienze di chi credeva fermamente in quel progetto - spiega Cappellari - Belluco è riuscito a produrre un lungometraggio straordinario, che supera di gran lunga le “telenovele” blasonate del cinema italiano (quelle, per intenderci, che – prive di contenuti, ma ricche di “bambole gonfiate” – divorano voracemente i contribuiti statali per la cinematografia). Si è registrata una mobilitazione di popolo, quella comunità che, il 18 Novembre, si è stretta con affetto e stima intorno al regista e ai suoi “ragazzi”. Quella comunità che ha permesso la realizzazione del film". 
Ma cosa poteva contenere di così scandaloso "Il segreto di Italia", tanto da mettere al bando dalla “società che conta” chiunque avesse osato collaborare con il maestro Belluco? Cosa ha scatenato quell’incredibile “epidemia” che ha fatto fuggire chi pure aveva, in prima battuta, accettato di lavorare con il coraggioso e determinato regista? Nulla. In un’Italia dove anche la pornografia è considerata un’“arte” e le perversioni sono il simbolo del progresso, il lungometraggio belluchiano aveva la “colpa” di raccontare una storia d’amore all’ombra di una delle più efferate stragi partigiane del dopoguerra: quella di Codevigo. Un massacro che doveva essere per sempre dimenticato. Eppure Il segreto di Italia non è un documentario, non è un film storico né di guerra, ma una “semplice” pellicola drammatica che, uscendo fuori dal dorato percorso del politicamente corretto, riportava alla luce una triste vicenda italiana che molti – moralmente complici – volevano cancellare". Dopo il 28 Aprile 1945 crollato il fronte e ritiratisi i reparti italo-tedeschi, Codevigo venne occupata dall’8a Armata britannica, alle cui dipendenze operava il Gruppo di Combattimento “Cremona” e alcune bande partigiane, tra cui la 28a Brigata Garibaldi “Mario Gordini” al comando di Arrigo “Bulow” Boldrini, già Ufficiale della Milizia fascista. Quello che avvenne nei giorni successivi nella zona di Codevigo, ancor oggi, non ha responsabili. Si sa solo che in questa regione si scatenò una indiscriminata caccia al fascista che si trasformò in una delle più feroci mattanze che la storia d’Italia ricordi: quando nei primi anni ’60 fu possibile recuperare i corpi degli uccisi seppelliti in anonime fosse comuni, si contarono 136 cadaveri, di cui solo 114 vennero riconosciuti. Di decine di altri scomparsi in quei giorni di sangue non fu possibile ritrovare nulla, dispersi nelle campagne, trascinati via dai fiumi, inghiottiti dal “muro di gomma” che ha sempre circondato, con un’omertà diffusa, la strage antifascista".
"Il Segreto di Italia - prosegue Cappellari - ci permette di riflettere, a tanti anni di distanza dall'impunito eccidio, sulla Resistenza, su cosa avvenne a Codevigo dopo la fine della guerra, contro gente disarmata cui nulla poteva essere imputato, se non la fede nella propria Patria e a un’idea. Ma non è un film storico, la sua impostazione è su un quadro di riferimento diverso, dove la strage – sebbene centrale – rimane sullo sfondo di unastraordinaria storia d’amore, quella che lega la giovane Italia (Gloria Rizzato) al fascista Farinacci (Alberto Vetri) e questi ad Ada (Maria Vittoria Casarotti Todeschini), moglie di un eroe della Regia Aeronautica disperso in Grecia, fuggita da Fiume ormai in balia degli slavo-comunisti. L’amore è presentato nel suo aspetto più puro, senza mai una sbavatura o una volgarità. Ci si innamora del sorriso della quindicenne Italia, degli sguardi straordinari di Ada, del volto pulito di Farinacci. La loro interpretazione è a dir poco magnifica, trasmettendo allo spettatore una miriade di sentimenti e di passioni che lo rapiscono e lo accompagnano per tutto il film. Quello che più colpisce, non è solo il coraggio e il tratto con cui Belluco dipinge la strage partigiana non dimenticando, ad esempio, il martirio della maestra Corinna Doardo. Si rimane impressionati dal talento degli attori, dalle loro interpretazioni a dir poco perfette. Mai una nota stonata, mai una caricatura: Fabrizio Romagnoli, Andrea Pergolesi, Valerio Mazzuccato, Giovanni Capalbo, Elisabetta De Gasperi, Amedeo Gagliardi, Monica Garavello e tutti gli altri attori hanno dimostrato una professionalità rara nel panorama cinematografico italiano. Quanto è bello leggere i nomi di attori italiani, in un film italiano!
Alla fine, quello che rimane dentro al cuore, è un leggero dolore. Come il colpo di cannone che, sovente, si ascolta durante la proiezione annunciando l’arrivo della tempesta, dell’odio antifascista. Quel dolore che ho potuto scorgere negli occhi di Stelvio Dal Piaz, che ha rivissuto il momento del triste abbandono di Arezzo insieme al papà, proprio su una Balilla uguale a quella con cui la famiglia di Italia fugge da Codevigo durante la mattanza partigiana. Il dolore che ho visto negli occhi di Giuliana Tofani, figlia di un caduto della Repubblica Sociale Italiana, che ha ripensato a suo padre, alla sua fine, al suo messaggio d’amore per la Patria e l’idea". 
"Il Segreto di Italia - conclude Cappellari - è un film da vedere e rivedere, non solo perché il sorriso di Italia (Gloria Rizzato) e gli occhi di Ada (Maria Vittoria Casarotti Todeschini) ci hanno letteralmente rapito. Il lungometraggio ha avuto un merito: quello di dare voce, dopo tanti anni, a chi voce non l’ha mai avuta. Ai caduti della RSI, uccisi ingiustamente fisicamente e, poi, vigliaccamente anche nella memoria collettiva. Di loro non si doveva parlare. Non erano degni di nessun ricordo. E quanto hanno sofferto i parenti delle vittime, aggiunge solo dolore al dolore. Il martirio e il silenzio. Obbligato. Quante sofferenze e quante dure lotte ha dovuto sostenere l’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi della RSI per poter aver almeno un piccolo luogo dove pregare i nostri morti, i morti per l’Italia. Quel piccolo sacrario che, oggi, si può visitare, con il cuore che si stringe, a Codevigo. Tra i nomi incisi sul marmo ecco il S.Ten. Farinacci Fontana, che è anche uno dei protagonisti del film, su cui si posa, come ad accarezzarlo, la mano di un’ormai anziana Italia (Romina Power). Oggi, possiamo dire, che Farinacci – e tutti i caduti nella strage di Codevigo – non sono più soli e hanno una voce. Grazie Antonello, Romina, Gloria, Maria Vittoria, Alberto… e a tutti coloro che hanno permesso questo miracolo, non solo cinematografico"

16 aprile 2014

Allo scrittore Paolo Zanetov il Primo Premio "Daniele Lembo"

Al termine del quarto e ultimo appuntamento della rassegna editoriale "Libro e Moschetto" il Vicesindaco di Anzio Giorgio Zucchini ha consegnato il Primo Premio "Daniele Lembo" allo scrittore Paolo Zanetov, autore del libro "Cuori rossi contro cuori neri".
Il libro di Zanetov racconta la storia segreta della criminalità di destra e di sinistra, dal rapimento e l’uccisione di Aldo Moro alle stragi di piazza Fontana e della stazione di Bologna. Pagine di storia scritte da uomini e donne che la passione politica ha trasformato in fuorilegge, aguzzini, assassini. La contrapposizione tra fascisti e comunisti è stata a lungo condizionata dal ricorso a una violenza spietata, sorretta da teorie folli e deliranti comunicati che ha seminato una scia di sangue che arriva fino ai giorni nostri tra minacce, faide, lotte intestine, attentati e stragi. Gli anni di piombo hanno segnato l’apice di questo processo con organizzazioni terroristiche che frontalmente opposte hanno compiuto destabilizzanti azioni eversive, spesso in accordo con la criminalità organizzata e i servizi segreti deviati. Zenetov e Sidoni ripercorrono gli ultimi settant'anni di storia italiana, alla ricerca delle matrici ideologiche, politiche e culturali che hanno ispirato Giuliano alle Brigate Rosse, Giangiacomo Feltrinelli i Nuclei Armati Rivoluzionari.
Gli interventi di Paolo Zanetov e dell'ex Vicedirettore del TG1 Roberto Rossetti sono stati così avvincenti che le numerose copie del libro disponibili in sala sono andate velocemente a ruba, lasciando (purtroppo!) molti ospiti a bocca asciutta.
Si conclude così, dopo gli incontri con Stefano Delle Chiaie, Mario Michele Merlino, Nicola Rao e Paolo Zanetov, la rassegna editoriale "Libro e Moschetto" organizzata dall'Associazione Sleipnir per ricordare l'amico, giornalista e scrittore Daniele Lembo, scomparso prematuramente lo scorso 17 marzo.

8 aprile 2014

Anzio, Paolo Zanetov e Paolo Sidoni presentano "cuori rossi contro cuori neri"

Paolo Zaneton e Paolo Sidoni saranno gli ospiti del quarto e ultimo appuntamento della rassegna editoriale "Libro e Moschetto, Armoamoci di Cultura" organizzato dall'associazione Sleipnir, che si terrà
 sabato 12 aprile, alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare di Villa Sarsina.
All'evento parteciperà anche il prof. Augusto Sinagra, che avrà l'onore di ricordare il nostro amico giornalista e scrittore Daniele Lembo, a cui la rassegna editoriale è dedicata. A seguire il Vicesindaco di Anzio Giorgio Zucchini consegnerà allo scrittore Zanetov il primo Premio Daniele Lembo, realizzato dal maestro ceramista Vittorio Ruocco.
Per maggiori informazioni consultare la pagina Facebook "Associazione Sleipnir".

2 aprile 2014

Nicola Rao racconta la storia del neofascimo italiano

Il Caporedattore del TGR Lazio Nicola Rao ha partecipato al terzo appuntamento della rassegna editoriale “Libro e Moschetto. Armiamoci di Cultura” organizzato dall’Associazione Sleipnir, che si è svolto sabato 29 marzo presso la Sala Consiliare di Villa Sarsina, per presentare il suo ultimo libro “Trilogia della Celtica”.
Rao è stato intervistato dal Direttore de “Il Granchio” Ivo Iannozzi, che con le sue domande ha dato vita ad un interessante dibattito sul neofascismo, dal dopoguerra ad oggi, durato circa un’ora e mezza. Nella "Trilogia della Celtica" Rao raccoglie infatti un unico volume, con aggiornamenti e nuovo materiale, i sui tre libri dedicati al neofascismo italiano: "La fiamma e la celtica", "Il sangue e la celtica" e "Il piombo e la celtica".
“L’idea di scrivere questa trilogia – spiega Rao – che raccoglie tre libri differenti, che ho scritto in periodi diversi, nasce dalla lettura di un libro di Giorgio Bocca “Noi terroristi” del 1985, uscito tre anni dopo la fine della lotta armata con interviste a molti dei dirigenti, dei militanti e degli animatori dell’estrema sinistra, dalle Brigate Rosse a Prima Linea, con cui Bocca riuscì a parlare per la prima volta e in alcuni casi per l’unica volta, in quando dopo aver parlato con Bocca molti di loro non parlarono più con nessun giornalista”.
“Giorgio Bocca – continua Rao – realizzò un capolavoro giornalistico, perché per la prima volta dopo 10 anni in cui terroristi avevano insanguinato l’Italia tentando di spiegare le loro follie con dei comunicati o dei documenti più o meno comprensibili, per la prima volta si aprirono a un giornalista e grazie all’abilità di questo grande giornalista riuscì a capire cosa avevano in testa queste persone, i loro progetti, le loro strategie, i loro obiettivi e questa idea di raccontare un fenomeno partendo dal racconto di chi l’ha animato, dei protagonisti, fu un’idea che mi colpi molto, così cominciai a pensare di fare la stessa cosa a destra”.
“Quando nel 1995 ho cominciato a seguire quotidianamente per ADN Kronos le vicende della nascente Alleanza Nazionale – racconta Rao – ho recuperato quell’idea, spostando la mia attenzione dalla parte armata a quella più politica, e con una serie di numerosi incontri con diversi protagonisti del neofascismo, ho dato vita alla Fiamma e la Celtica, uscito nel 2006, che fu un grande successo, insperato e inaspettato”.
“La Fiamma e la Celtica – spiega Rao – che è la rielaborazione di un mio libro precedente “Neofascisti”, si concentra su aspetti storici politici e culturali dell’ambiente del neofascismo, raccogliendo testimonianze importanti, di personalità scomparse da lì a poco, come Ernesto Di Marzio, Cesco Giulio Baghino, Enzo Erra e tanti altri animatori della vicenda del neofascismo italiano, vicenda molto complessa e ricca, dal punto di vista dell’elaborazione culturale e dal punto di vista strettamente politico”.
“Dopo – conclude Rao - ho recuperato la mia vecchia idea di scrivere la storia armata del neofascismo raccontato dai protagonisti, così uscì il “Sangue e la Celtica”, dove racconto la cosiddetta violenza nera, le vicende dello stragismo con tutti i sui dei tabù, le sue storie scabrose e tutti i suoi misteri ancora oggi. Infine, a conclusione di questa vicenda, uscì “Il Piombo e la Celtica” che ruota intorno allo spontaneismo armato, il fenomeno dei NAR, di Valerio Fioravanti e del terrorismo nero”.
Il video integrale dell’incontro è disponibile sulla pagina Facebook “Associazione Sleipnir” e sull’omonimo canale YouTube. Il libro è invece disponibile presso la libreria “Pagina 33” in via XX Settembre ad Anzio. Quarto e ultimo appuntamento della rassegna editoriale sabato 12 aprile, alle ore 18.00 e sempre a Villa Sarsina, con Paolo Zanetov e Paolo Sidoni, che presenteranno il loro libro “Cuori rossi contro cuori neri”.

Il video integrale di Nicola Rao

26 marzo 2014

Mario Merlino presenta "Ai confini del nero", sabato 15 marzo

Mario Merlino, professore, scrittore, ma soprattutto militante politico legato alla storia politica degli ultimi 60 anni della storia dell’Italia. "Ai confini del nero” è il penultimo libro del professor Merlino ed è un libro di racconti.

18 marzo 2014

Anzio, Nicola Rao presenta la "Trilogia della Celtica"

Dopo Stefano Delle Chiaie e Mario Michele Merlino sarà Nicola Rao il terzo ospite della rassegna editoriale "Libro e Moschetto. Armiamoci di Cultura" organizzata dall'Associazione "Sleipnir", che sabato 29 marzo, alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Anzio, presenterà il suo ultimo libro "Trilogia della Celtica". Questo terzo incontro sarà moderato da Ivo Iannozzi, Direttore del settimanale di Anzio e Nettuno "Il Granchio".
Nicola Rao è un giornalista, nonché responsabile della redazione del Tg Regione in oda su Rai 3. Ha anche lavorato prima come cronista giudiziario e poi come giornalista parlamentare per l'agenzia di stampa "Adnkronos" e come giornalista parlamentare, fino a diventarne vicecapo della redazione politica, del Tg2.
Nella "Trilogia della Celtica" raccoglie in un unico volume, con aggiornamenti e nuovo materiale, i tre libri bestseller dedicati al neofascismo italiano: "La fiamma e la celtica", "Il sangue e la celtica", "Il piombo e la celtica". Un'indagine capillare e insuperata, condotta sulla base di fonti di prima mano e spesso inedite, sulla galassia nera, nelle sue varie sfaccettature. Il racconto politico del neofascismo si giustappone alla storia in armi degli anni Sessanta e Settanta: dalla stagione dell'eversione e dello stragismo allo spontaneismo armato, segnato soprattutto dalla parabola dei NAR di Valerio Fioravanti. Ne emerge un ritratto in movimento, animato da personaggi e storie, che prende le mosse dalla cronaca – anche, ma solo all'apparenza, minima – per toccare punti nevralgici e irrisolti della storia d'Italia. "Trilogia della celtica" è un'immersione in apnea nel profondo nero: una grande narrazione costruita con le voci del nostro passato per capire il presente.

2 marzo 2014

Delle Chiaie risponde a Liberazione: "chi ha scritto l'articolo non ha letto il mio libro"

Una sala consiliare gremita ha accolto il fondatore di "Avanguardia Nazionale" Stefano Delle Chiaie, che ospite della rassegna editoriale "Libro e Moschetto. Armiamoci di Cultura" ha presentato il suo libro "L'aquila e il Condor".
Ad inaugurare la rassegna il Presidente dell'Associazione Sleipnir Rodolfo Turano, che leggendo un passo del libro "Elogio della cazzimma" ha voluto ricordare come la rassegna sia stata ideata e organizzata in onore dell'amico, giornalista e scrittore Daniele Lembo. In sala, tra il pubblico, la moglie Anna e la figlia Marta.
Prima di iniziare però il fondatore di "Avanguardia Nazionale" ha voluto brevemente replicare al giornale Liberazione: "Chi ha scritto l'articolo - ha detto Delle Chiaie - non ha letto il mio libro. Avrebbe dovuto leggerlo e venire qui e fare le sue domande. Ovunque vado - continua Delle Chiaie - vengo attaccato da certa stampa, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di affrontarmi e smentirmi. Non ricordo neanche più - conclude Delle Chiaie - quanti processi ho dovuto affrontare, rispondendo alle sterili accuse di 3-4 magistrati, ma sono sempre stato assolto".
Delle Chiaie ha poi risposto alle domande dei moderatori, il giornalista di "Rinascita" e "Notte Criminale" Giuseppe Parente e del giornalista, scrittore ed autore di "Fascinazione" Ugo Maria Tassinari e ha così raccontato la sua versione della Battaglia di Valle Giulia, della "rivolta del pallone" di Caserta, della rivolta di Reggio Calabria e del golpe Borghese, rispondendo poi a tutte le domande del pubblico.
Il video integrale di questo primo appuntamento della rassegna editoriale sarà presto disponibile sul canale YouTube dell'Associazione Sleipnir, che verrà condiviso sull'omonima pagina Facebook e sul blog associazionesleipnir.blogspot.com.

26 febbraio 2014

Sabato 15 marzo Mario Merlino presenta "Ai confini del Nero"

Mario Michele Merlino sarà il secondo ospite della rassegna editoriale "Libro e Moschetto. Armiamoci di Cultura" che si terrà il prossimo sabato 15 marzo, alle 18.00, presso la Sala Consiliare di Villa Sarsina. L'ex militante di "Avanguardia Nazionale" e fondatore del "Circolo Anarchico 22 Marzo" presenterà il suo ultimo romanzo "Ai confini del nero": cinque racconti (più un breve fuori scena) e altrettanti protagonisti che "per caso o per destino, diventano invito a difendere gli ideali che ci rendono liberi ed a mantenere i sogni che ci preservano giovani". Merlino, dopo essere stato assolto da ogni accusa, è stato insegnante di storia e filosofia al liceo scientifico "Francesco d'Assisi" di Roma e cura la conoscenza della storia recente con corsi scolastici, saggi e articoli, conferenze e rappresentazioni teatrali in collaborazione con l'Associazione Culturale "Raido" e la casa editrice "Settimo Sigillo". Tra le sue opere, si ricorda la cura della ristampa dei "Poemi di Frenes" di Robert Brasillach, unitamente "E venne Valle Giulia". Nel libro "Ritratti in piedi" ha raccontato un'antologia di tipi umani e figure delle vicende che lo hanno coinvolto sia sul piano personale che su quello generazionale. Con Rodolfo Sideri ha scritto "Inquieto novecento" e "Strade d'Europa", un viaggio tra immaginari e percorsi vissuti sull'europeismo e i suoi miti esistenziali. Ha allestito lo spettacolo "La rosa fra i denti", un'antologia di brani recitati e accompagnati dal pianoforte omaggio alla Xª Flottiglia MAS, e "Rapsodia in nero", letture e musica dall'Armistizio di Cassibile alla morte di Benito Mussolini. Le sue pubblicazioni e rappresentazioni teatrali hanno riguardato la figura di Yukio Mishima. Ad introdurre l’autore sarà Roberta Di Casimirro, regista di Radio 1 Rai

24 febbraio 2014

TURANO REPLICA A DEL GIACCIO: “CATTIVI MAESTRI ANCORA UNA VOLTA”

Sono tendenziose le notizie riportate in questi giorni da alcuni organi di stampa, in quanto il primo appuntamento della rassegna editoriale “Libro e Moschetto. Armiamoci di Cultura” organizzato dall’Associazione Sleipnir dove Stefano Delle Chiaie presenterà il suo libro “L’aquila e il condor” si terrà regolarmente presso la Sala Consiliare del Comune di Anzio,
“Il Sig. Del Giaccio – spiega Rodolfo Turano, presidente dell’Associazione Sleipnir - nel suo blog, afferma che il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini avrebbe negato l’autorizzazione all’utilizzo della Sala Consiliare per la rassegna editoriale "Libro e Moschetto. Armiamoci di cultura" creando disinformazione”
“Ci stupiamo – prosegue Turano - che uno strenuo assertore della cultura come mezzo di elevazione dello spirito si possa indignare per la concessione della Sala Consiliare per fare Cultura e possa scrivere con falsa modestia che se non ci fosse stato lui a vigilare sulle istituzioni repubblicane e democratiche, un libro di storia contemporanea, edito da Sperling & Kupfer e la cui postfazione è scritta da un giornalista non certamente con idee negazioniste e fasciste come può essere Luca Telese, avrebbe visto la sua presentazione nella Sala Consiliare del Comune di Anzio”
“Le vittime dello stragismo sono di vario tipo e di varia natura – continua Turano - ed è obbligo considerarla nella loro completezza, non per fare revisionismo storico, ma per scrivere la storia sine ire et odio. Stefano Delle Chiaie è un libero cittadino italiano, che ha dimostrato in ben 16 processi di essere innocente da qualsiasi accusa a lui addebitata; o forse lei conosce qualcosa che è sfuggito alla lente attenta dei giudici? Perché se così fosse sicuramente lei si dovrebbe rivolgere alla magistratura!”.
“Signor Del Giaccio, si ricordi che "Armiamoci di Cultura" – prosegue Turano - rappresenta la reale portata dell’evento e lei vuole ciurlare nel manico per non so quale scopo. Come fa ad affermare che il Sindaco conceda sala e patrocinio per onorare una qualche cambiale elettorale? Secondo quanto lei afferma: perché un vecchio socialista non dovrebbe avere nulla a che fare con certa gente? Cosa vuol dire che è fuori luogo concedere sala e patrocinio ad una presentazione del genere? La storia è tale soltanto se scritta ripeto sine ira et odio. Ricordo per inciso che l’ultimo Presidente del Consiglio rappresentate della dottrina socialista dovette essere esule in terra straniera, dove morì, per poter cercare di non scontare anni di carcere preventivo e cercare di dimostrare le sue ragioni”.
“La storia noi non la conosciamo e la viviamo apoditticamente – continua Turano - e per questo abbiamo organizzato questa rassegna editoriale, dove non abbiamo bisogno di presidi che ci bacchettino e ci ricordino i tempi in cui forse le parti migliori dell’italianità si scontravano su tematiche ideologiche e che hanno consegnato alla storia la loro portata. Noi vogliamo conoscere la storia contemporanea raccontata dai protagonisti senza se e senza ma, e soprattutto senza tabù, con contraltari che abbiano rappresentato e rappresentano visioni e modo di sentire diverso dai protagonisti e per questo motivo abbiamo invitato ad essere contraltare Ugo Maria Tassinari, che certamente non può essere definito negazionista e fascista”.
“Qual è – conclude Turano - la lesa maestà alle istituzioni quando è stato concesso il patrocinio e l’utilizzo della Sala Consiliare? Forse lei strumentalmente vuole utilizzare questo evento culturale per attaccare la figura del Sindaco di Anzio? Forse dovrebbe utilizzare altri argomenti se ne è a conoscenza! Bene ha fatto il Sindaco Luciano Bruschini ad ascoltare la sua coscienza di socialista concedendoci il patrocinio e la Sala Consiliare, perché non si può essere garantisti a senso unico. Se un evento viene organizzato dai militanti di Casa Pound, non per forza deve essere un qualcosa di deleterio per la nostra società, perché davanti ai nostri occhi hanno raccolto e consegnato decine e decine di cartoni di aiuti alimentari per le popolazioni sarde colpite dall’alluvione. Queste realtà rappresentano l’animo più puro e nobile dei cittadini che s’immedesimano nelle disgrazie di altri cittadini italiani. Ripetiamo la Cultura non si contrabbanda e la stagione dell’odio la rispediamo al mittente, ed invitiamo il Sig. Del Giaccio a comunicare alle autorità competenti chi stia organizzando il presidio di protesta contro un evento culturale”.
Per quanto riguarda il patrocinio negato dal Consiglio Regionale del Lazio e dalla Provincia di Roma, invitiamo a rivedere le disposizioni in materia introdotte dal “Decreto del Fare”.

13 febbraio 2014

Stefano Delle Chiaie presenta "L'aquila e il condor"

Il fondatore di “Avanguardia Nazionale” Stefano Delle Chiaie sarà ospite della rassegna editoriale "Libro e Moschetto. Armiamoci di cultura", che si terrà il prossimo sabato 1 marzo, alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Anzio per presentare il suo libro “L’aquila e il condor”. Insieme a Delle Chieie interverranno il giornalista di “Rinascita” e “Notte Criminale” Giuseppe Parente e lo scrittore, giornalista e autore di “Fascinazione” Ugo Maria Tassinari.
Stefano Delle Chiaie, detto "Er Caccola", è un noto esponente della destra radicale ed esponente giovanile della destra spiritualista del Movimento Sociale Italiano. Egli fu allievo di Julius Evola, amico di Enzo Erra e di Pino Rauti, nonché fondatore di Avanguardia Nazionale.
Militante fascista fin dalla giovanissima età, Delle Chiaie aveva una spiccata predilezione per l'azione più che per la discussione teorica e con le sue azioni ha segnato trent'anni di battaglia politica, venendo accusato dei peggior crimini, compresa la strage di piazza Fontana. Ricercato dalle polizie di mezzo mondo, il suo nome è stato associato ad alcuni dei fatti più cruenti e misteriosi del passato recente e così, nel libro “L’aquila e il condor”, ha scelto di fornire la sua versione, che spesso contraddice i resoconti di altri testimoni. Il suo racconto getta nuova luce su alcuni degli episodi più discussi degli anni di piombo: come la famigerata beffa dei "manifesti cinesi", il golpe Borghese, la strage del 12 dicembre 1969, i fatti di Reggio Calabria, il piano per sequestrare Aldo Moro, quattordici anni prima che lo facessero le Brigate Rosse.
Racconterà inoltre gli anni della lunga latitanza, lontano dall’Italia e della sua attività politica, con ruoli di primo piano, in Sudamerica, Spagna, Angola e Portogallo, nel segno dell'utopia di una rivoluzione terzista.
Per maggiori informazioni su questo o sugli altri appuntamenti della rassegna editoriale, è possibile consultare la pagina Facebook “Associazione Sleipnir” o il blog associazionesleipnir.blogspot.it.

7 febbraio 2014

L'Associazione Sleipnir presenta "Libro e Moschetto. Armiamoci di cultura"



L'Associazione "Sleipnir" è orgogliosa di presentare la rassegna editoriale "Libro e Moschetto. Armiamoci di cultura" alla quale parteciperanno politici e giornalisti che hanno scritto e raccontato la storia italiana dal dopoguerra ad oggi.
"L'iniziativa - spiega Rodolfo Turano, Presidente dell'Associazione - è nata per onorare la memoria dell'amico, giornalista e scrittore Daniele Lembo, prematuramente scomparso lo scorso 17 marzo. Per questo motivo - continua Turano - abbiamo deciso d'istituire il Premio Daniele Lembo".
L'iniziativa è patrocinata dalla Città di Anzio, che ha messo a disposizione la maestosa Sala Consiliare di Villa Corsini-Sarsina, dove, dal primo marzo, a sabati alterni e sempre alle ore 18.00, si terranno i quattro incontri organizzati dall'Associazione.
Si partirà sabato 1 marzo con Stefano Delle Chiaie, fondatore di "Avanguardia Nazionale", che presenterà il suo libro "L'aquila e il condor"; sabato 15 marzo toccherà a Mario Merlino, fondatore del "Circolo Anarchico 22 marzo" ed autore del libro "Ai confini del nero", sabato 29 marzo sarà il turno di Nicola Rao, giornalista, scrittore e opinionista responsabile del TGR Lazio che presenterà il suo ultimo libro "Trilogia della celtica", e infine, sabato 12 aprile, sarà la volta dello scrittore Paolo Zanetov e Paolo Sidoni che presenterà il suo libro "Cuori rossi contro cuori neri".

13 dicembre 2013

Donati alla Comunità Solidarista Popoli 6.000 euro per ricostruire una clinica in Birmania

Si è conclusa ieri sera la mostra fotografica “Kawthoolei. Zone di guerra nella Birmania orientale” di Fabio Polese, organizzata dall’Associazione Sleipnir in piazza Pia ad Anzio, ma oltre alla mostra fotografica del reporter perugino, l’associazione ha organizzato otto cene di beneficenza presso l’Osteria Contro Corrente che hanno permesso all’Associazione di raccogliere circa 6.000 euro che la Comunità Solidarista Popoli Onlus di Franco Nerozzi utilizzerà per ricostruire la clinica di Mu Aye Pu, lasciata cadere in rovina dalle milizie collaborazioniste del regime che nel 2009 occuparono l’area della clinica. Oggi Mu Aye Pu è di nuovo sotto il controllo della guerriglia patriottica ed è sede di un battaglione della KNDO, l’organizzazione armata guidata dal Generale Nerdah Mya. Con la donazione dell’Associazione Sleipnir, la Comunità Solidarista Popoli Onlus potrà ricostruire una clinica efficiente e rifornirla di farmaci, per dare di nuovo assistenza a civili che abitano nei villaggi circostanti, ai Karen che vivono in territorio tailandese appena al di là del fiume che fa da frontiera e ai volontari della KNDO, che restano fedeli alla linea intransigente nei confronti dell’obiettivo finale della loro lotta: autonomia, mantenimento della specificità culturale, rispetto del territorio.
“Dopo 10 giorni – spiega Rodolfo Turano, Presidente dell’Associazione Sleipnir - finalmente siamo riusciti a portare a termine con successo l’impegno che ci eravamo preposti e per questo ringrazio quelli che in questi giorni mi hanno incoraggiato, ovvero Massimo Botticelli, Valerio Scalia, Luigi Iannone, Stefania Amaducci, Elio Marcoccia e – conclude Turano - tutti quanti ci hanno sostenuto in questi giorni, soprattutto a Pasquale Turano e Chiara Benvenuto che ogni sera hanno messo a disposizione il loro locale Contro Corrente”.
“Ringrazio Rodolfo per aver organizzato questa bellissima iniziativa – spiega Franco Nerozzi, Presidente della Comunità Solidarista Popoli Onlus - quello che ho visto questa sera mi commuove. Non è una sorpresa, conosco bene Rodolfo, Massimo e Valerio che anche in passato si sono dati molto da fare e hanno fatto molto per la nostra Associazione, però mi commuove vedere quanta gente sono riusciti a coinvolgere in questa iniziativa. È un periodo difficile, in cui la gente ha dei problemi seri, propri problemi, per la propria famiglia eppure vi posso già anticipare che attraverso questa iniziativa la nostra associazione riuscirà a ricostruire una clinica che era stata distrutta un anno e mezzo fa in Birmania di cui i Karen hanno estremo bisogno.
“La cifra che serviva per la ricostruzione – continua Nerozzi -  la rimessa in opera di quella clinica all’interno della quale è stata scattata qualcuna di queste foto, in particolare la foto dove il dott. Turano opera di tumore un contadino Karen, verrà rimessa in funzione, quindi un risultato tangibile, concreto che è stato raggiunto qui solo grazie a voi, perché la difficoltà di questo momento non avrebbe certo consentito di pensare al raggiungimento di un così grande risultato”.
“Popoli – conclude Nerozzi - prosegue il suo lavoro da 13 anni a questa parte grazie a tutte queste persone che con impegno ci seguono e ci sostengono, non parlo soltanto dei medici che vengono in missione, ma parlo di quelli che svolgono il durissimo lavoro di propaganda della nostra idea, della nostra visione e della nostra interpretazione di intervento umanitario, secondo noi naturale, che si rifà al principio di aiutare i popoli nella loro terra, per rimanere nella propria terra, vivere nel loro contesto sociale e vivere grazie a quella rete di solidarietà che solo la tua gente ti può dare sul tuo territorio, dove sei nato, i tuoi padri hanno costruito il tuo villaggio, dove figli hanno diritto di crescere e di mantenere le tradizione e l’identità del tuo popolo”.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di tanti amici, che ci hanno sostenuto: Corrado Forcina per il service audio e luci; GISA di Cesidio D’Angelo per i molluschi e i frutti di mare; Roberto Palomba della Cooperativa Fanciulla d’Anzio per il pescato locale; il pastificio di Franco Quaresima per la pasta fresca; Linemar di Livio Carrai per il pescato locale e crostacei; M3F di Enrico Mancini per il pescato locale e l’olio; Tende da Sole di Mario Giovanelli; la Cantina Bacco per il vino; Forno Marigliani per il pane; AV Point di Valentina Alunni per il tovagliato; la pescheria Profumi di Mare per il pescato locale; Alessandro Bianchi e Pan di Zucchero per i dolci; Patrizio Colantuono e la Pro Loco Città di Anzio per la tensostruttura; Emanuele Atturi per il proiettore e maxischermo; Attilio Rizzi per le bibite.
Ringraziamo inoltre gli sponsor: MP Sport di Alessandro Colantuono; la Ferramenta Fai Da Te di Stefano Rossi; Massimiliano Pinton; l’Enoteca di Aldo Fiorilli; la Gioielleria Saltini e il ristorante Sottosopra di Maurizio Puma. Infine, ma non per ultimi, un ringraziamento speciale al Vice Sindaco di Anzio Giorgio Zucchini e all’Osteria Controcorrente di Chiara Benvenuto e Pasquale Turano e tutto il suo staff: Angela, Maruf e Francesco.

Su www.facebook.com/sleipnir tutte le foto della manifestazione.